Punto di accesso (entry point)

- punto di accesso (entry point)        

Il documento: "Indicazioni sulle situazioni di pericolosità geologica sottomarina nei principali punti di accesso della costa calabrese", costituisce uno studio trasversale al Progetto MaGIC svolto per le coste della Calabria.  Lo studio si basa sull’analisi dei dati morfobatimetrici acquisiti non unicamente per il Progetto MaGIC  (ricerche per DPC, Progetti PRIN, ecc), prendendo in considerazione le pericolosità geologiche “locali”, non quelle di tipo "regionale" quali i maremoti generati da sismi e le megafrane.

Ubicazione dei punti di accesso lungo le coste calabresi. Le indicazioni di pericolosità sono indicate dai colori dei simboli: rosso elevato, giallo medio, verde basso

Questo documento è stato prodotto al fine di evidenziare le situazioni di pericolosità geologica presenti nei fondali marini antistanti i possibili “punti di accesso alle coste”, indicando con tale termine le strutture antropiche (porti, marine ed aeroporti) per le quali, in caso di emergenza (essenzialmente sismica) deve essere garantita la fruibilità.

Sono state analizzate le condizioni di pericolosità geologica sottomarina relative a 10 Punti di Accesso: 9 porti e l’aeroporto di Reggio Calabria. Il documento prodotto si compone di schede specifiche per ogni punto, compilate come segue nell’esempio del porto di Cirò Marina:

 

Punto di Accesso sulla costa:

Porto di Cirò Marina

Fondali del porto:

sabbiosi, profondità in banchina da 3 a 5 m.

Indicazioni di pericolosità:

alta (arretramento della testata del canyon)

Considerazioni generali sulla pericolosità geologica:

l’infrastruttura portuale è sita lungo un tratto di costa ad alta pericolosità geologica per  la presenza di un'ampia e profonda testata di un canyon, in parte già inglobata nella struttura stessa.

Dall'analisi dei dati risalta una netta differenza fra la parte settentrionale della testata rispetto a quella meridionale, la prima a morfologia lobata la seconda rettificata dalla costruzione del molo portuale.  Rilievi morfobatimetrici ripetuti nel tempo, hanno evidenziato un'intensa attività erosiva e di trasporto di sedimento all'interno del canyon. Sulla base di tali evidenze è da attendersi uno scalzamento al piede del molo.

Studi di dettaglio effettuati dal Dipartimento di Protezione Civile riportano  fenomeni di frana avvenuti durante i rilievi. Per informazioni più dettagliate si rimanda ai rapporti prodotti per tale studio.

 

A sinistra: planimetria generale del porto di Cirò Marina. Al centro: immagine satellitare. A destra: Piattaforma continentale antistante il porto di Cirò Marina

Studi relativi alla pericolosità ed al rischio delle strutture costruite lungo la costa, dovrebbero essere eseguiti sulla base di ricerche specifiche effettuate nell’area in cui ricadono tali strutture e che includono:

1) un'accurata analisi storica per individuare evidenze di fenomeni di frane costiere/ondazioni anomale avvenute nel passato;

2) la copertura completa (fino a costa) dei rilievi morfobatimetrici ed eventualmente la loro integrazione con dati topografici terrestri ad alta risoluzione;

3) la caratterizzazione litologica e geomeccanica delle unità geologiche costituenti i fondali;

4) un'analisi di stabilità integrata dei settori emersi e sommersi;

5) una modellazione degli effetti diretti e indiretti (specialmente onde di maremoto).