Classificazione della costa

- Classificazione della costa                                                  

 

Uno degli studi applicativi del Progetto MaGIC è quello inerente la classificazione sperimentale delle coste intesa come zonazione delle possibili aree a pericolosità costiera.

Tale studio è stato sviluppato lungo le coste della Calabria;  il lavoro parte dall’analisi della distribuzione e frequenza spaziale dei lineamenti di pericolosità individuati nei livelli 2 e 3 della "Carta dei lineamenti di pericolosità dei Mari Italiani" del Progetto (Fogli 11-15 e 34-42).

La classificazione fatta non costituisce una carta di pericolosità o di rischio; essa indica solamente la presenza di lineamenti di pericolosità, sui quali vengono fatte considerazioni qualitative sullo stato di attività e sulla possibile ricorrenza di un evento pericoloso.

Solamente includendo studi su prospezioni sismo-stratigrafiche, campionamenti delle unità costituenti i fondali, caratterizzazione geomeccanica delle rocce, analisi di stabilità, modellazione degli effetti diretti e indiretti, ecc., tale classificazione potrebbe costituire una carta di pericolosità e rischio.

 

Per definire tale classificazione sono stati utilizzati 4 parametri:

·         Parametro A: Pericolosità da sorgente di maremoto 1;

·         Parametro B: Pericolosità da sorgenti di maremoto 2;

·         Parametro C: Pericolosità da frana costiera 1;

·         Parametro D: Pericolosità da frana costiera 2.

1. Parametro A: presenza di nicchie di frana sui fondali, indicanti instabilità potenzialmente in grado di innescare onde di maremoto. Nella codifica dei livelli sono stati presi in considerazione i parametri morfometrici necessari per il calcolo della massima ampiezza d'onda generata da una frana sottomarina sopra il suo baricentro, utilizzando le relazioni empiriche di Watts (1998) e la frequenza spaziale delle nicchie. È importante sottolineare che nella codifica dei livelli non vengono presi in considerazione gli effetti di amplificazione-attenuazione dovuti alla propagazione delle onde.

 

2. Parametro B: presenza di fondali molto acclivi (> 10°) tra le profondità di 50 e 200 m, potenzialmente instabili nel caso di carico dovuto ad eventi sismici o di onde di tempesta. Nella codifica dei livelli è stata presa in considerazione l'assetto morfobatimetrico generale dell'area ed in particolare la presenza /assenza di morfologie erosive.

 

3. Parametro C: presenza di testate di canyon attive a poca distanza dalla linea di costa. L’instabilità sottomarina determina l’arretramento delle testate , tanto da poter generare frane che coinvolgono porzioni di costa. Nella codifica dei livelli si è tenuto conto della distanza del ciglio erosivo dalla costa e dello stato di attività presunto del canyon.

 

4. Parametro D: presenza di fondali acclivi nelle immediate vicinanze della linea di riva (primi 10-20 m di profondità). In questo caso i dati sono desunti dalla cartografia nautica IIM e risentono di tutti i limiti di questa (in primis la scala 1:100.000). Nella codifica dei livelli è stato preso in considerazione l'assetto morfobatimetrico generale.