Geohazard marini

Definizione e valutazione delle pericolosità geoliche a mare

 

Le pericolosità geologiche in ambiente marino sono legate alle evoluzioni morfostrutturali a breve e lungo termine dei margini continentali.  L'individuazione di tali pericolosità (geohazard) dipende dalla capacità di riconoscimento delle espressioni morfologiche “potenzialmente pericolose” ma soprattutto dalla comprensione dei processi geologici e dalla previsione delle loro possibili evoluzioni.

Pericolosità geologiche sono tutti quei processi fisici che comportano variazioni rapide nella morfologia dei fondali i cui effetti possono danneggiare le aree costiere, trasformando, così, le pericolosità in rischio,  valutabile in funzione dell'eventuale entità dei beni coinvolti.

La valutazione delle pericolosità geologiche marine è differente a seconda della scala spaziale e del grado di dettaglio richiesto. Si possono riconoscere due termini estremi che non solo non sono alternativi ma rappresentano l’uno il presupposto su cui si basa l’altro:

-          valutazione di pericolosità a scala regionale (a larga scala): consiste nell'individuazione della  distribuzione e dello stato di attività di lineamenti correlabili a processi pericolosi. Ciò si desume  attraverso l’analisi morfobatimetrica a copertura totale del fondo mare. E' ovviamente questa la definizione delle pericolosità cui è dedicato il Progetto MaGIC.

-          valutazione di pericolosità a scala puntuale (su specifico sito): è correlata alla presenza di opere antropiche legate allo sfruttamento e gestione delle risorse marine.  Attualmente lo sviluppo di impianti di estrazione in acque sempre più profonde e la crescente infrastrutturazione dei fondali marini (stesa di cavi e condotte in primis), richiede un'accurata individuazione e dei processi naturali che le possono danneggiare e dell'impatto che le infrastrutture stesse possono causare sulla stabilità dei fondali. Ma in prospettiva per la creazione di parchi eolici o per le messe in porto di piattaforme offshore multifunzione, la stima della “probabilità di accadimento” di un determinato evento pericoloso attraverso lo studio, ad esempio, della ricorrenza nel tempo di un fenomeno, completa una valutazione di pericolosità puntuale.

 

Quali sono i geohazard marini?

 Le principali pericolosità in ambiente marino sono legate a: 1) maremoti generati da faglie sismogeniche;  2)maremoti generati da frane; 3) eventi di frana; 4) eruzioni sottomarine, 5) cedimenti o eruzioni di fango dovuti a emissione di fluidi; 6) dune sottomarine che migrano per l’azione di correnti di fondo.

 La maggior parte delle pericolosità geologiche marine lasciano tracce evidenti a fondo mare prodotte da eventi ad alta energia.

 Individuare queste tracce è la chiave per definire la probabile ripetizione dell’evento e quindi per valutare la pericolosità.

Le tracce variano in funzione dell'evento pericoloso (terremoti, maremoti, frane), e dell'interazione con altri processi (alti tassi di sedimentazione o elevata sismicità possono causare un pericolo di instabilità gravitativa su scarpate acclivi) o  con opere antropiche (costruzione di porti che aumentano il carico sui fondali marini, perforazioni che alterano le pressioni interstiziali, ecc.).

 

 

 

Principali Geohazard marini e loro espressione morfologica/stratigrafica, Chiocci e Ridente (2011)